25 novembre, Giulia e il domani (2ª parte)
Ciò che si trova prima del femminicidio è ciò che è sempre esistito nella cultura patriarcale. Ed è da lì che deve iniziare un cambiamento culturale profondo.
Ciò che si trova prima del femminicidio è ciò che è sempre esistito nella cultura patriarcale. Ed è da lì che deve iniziare un cambiamento culturale profondo.
Dal 25 ottobre al 25 novembre in Italia è cambiato il discorso sulla violenza contro le donne: complice un film, un efferato femminicidio, una sorella che ha stanato le responsabilità maschili e una manifestazione che ha fatto un gran rumore
Il 10 agosto si è spenta a Roma una delle intellettuali più brillanti del Paese, lasciando un vuoto incolmabile in chi l’ha conosciuta, seguita, ascoltata e amata. Scrittrice, femminista intersezionale, attivista antifascista, pensatrice libera e anticonformista, Murgia è stata autrice di numerosi libri, oggi tradotti in venticinque Paesi, podcast e spettacoli teatrali. Con parole rigorose e puntuali ha sempre difeso i diritti umani lottando per una società più inclusiva e giusta contro ogni forma di odio, razzismo e violenza.
In provincia di Caserta, zona nota per la presenza pervasiva della camorra e dove solo una donna su 3 lavora fuori casa, dal 1999 è attiva una cooperativa di donne – EVA – che gestisce 5 centri antiviolenza, 3 case rifugio e 3 imprese che sostengono il reinserimento lavorativo di donne in uscita dalla violenza. Così trasformano le loro vite nel segno dell’autonomia.
Non essere in grado di affrontare la solitudine significa non essere in grado di sviluppare la propria autonomia, il senso critico e la responsabilità.
Non per essere sempre le solite negative (si sa che le femministe non hanno il senso dell’umorismo, secondo buona parte dello stereotipo corrente) ma è indubbio che la connessione culturale-storico-antropologica tra le donne e gli animali passi attraverso la misoginia.
Come in molti altri Paesi, anche in Italia la seconda domenica di maggio si celebra la Festa della mamma. In un contesto fortemente influenzato dalla religione cattolica e con un governo di estrema destra antiabortisa che incita alla procreazione, due attiviste affrontano il tema della maternità con dissacrante ironia. Dopo l’enorme successo del loro blog Mammadimerda e alcune fortunate pubblicazioni, sono ora in tour con uno spettacolo che parla di sessismo, pregiudizi e stereotipi di genere e invita a vivere con gioia la propria inadeguatezza.
Donne contro la censura di Erdoğan In un regime che limita fortemente la libertà di stampa e reprime l’opposizione, rischia soprattutto chi difende il popolo curdo, considerato il principale nemico dello stato. Numerose giornaliste, scrittrici, intellettuali, artiste e attiviste, accusate di terrorismo e di sostenere il PKK, vengono imprigionate e molte chiedono asilo all’estero. Un documentario racconta la storia di alcune di loro divenute ormai il simbolo della lotta per la giustizia e la libertà.
Nei Paesi occidentali la presenza femminile alle facoltà STEM è ancora molto limitata e assunzioni e compensi di ricercatrici, professioniste e docenti sono notevolmente inferiori rispetto ai loro colleghi. Per secoli, inoltre, la medicina non ha tenuto conto delle differenze legate al sesso considerando il corpo della donna una versione in miniatura di quello dell’uomo, a eccezione degli organi riproduttivi. Le sperimentazioni cliniche e precliniche in ambito farmacologico, lo studio della sintomatologia, l’accertamento delle diagnosi e l’efficacia dei trattamenti somministrati si sono finora basati solo su prototipi maschili, incluse le cavie da laboratorio. Per questo le pazienti subiscono maggiori effetti collaterali ed eventi avversi a fronte di risultati più scarsi...
Se in passato essere robust* erano simbolo di agio e abbondanza, dalla seconda metà dell’Ottocento in Occidente il sovrappeso è diventato un marcatore di inferiorità che indica l’incapacità di adeguarsi alle condivise regole sociali. Lo stigma nei confronti del grasso riguarda tutt* ma condiziona principalmente le donne che, sentendosi sempre sotto osservazione, si sottopongono a diete ferree, allenamenti estenuanti e a un esasperante monitoraggio di taglie e misure. Oltre a ricevere consigli non richiesti, commenti offensivi e a essere rappresentate in modo stereotipato e negativo dai media, quelle con corpi non conformi hanno più difficoltà a trovare partner e subiscono costanti svalutazioni professionali.
© 2025 Medfeminiswiya - Mediterranean Network for Feminist Information
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