Le streghe buone, protagoniste femminili della medicina popolare italiana
Perseguitate e bruciate sui roghi dall’Inquisizione cattolica, a lungo escluse dalle università e dalle professioni sanitarie, le donne sono state per secoli le principali conoscitrici delle proprietà terapeutiche delle piante e le depositarie di misteriosi poteri taumaturgici, tramandati oralmente per via principalmente matrilineare. Nelle campagne, nei piccoli paesi di montagna, ma soprattutto al Sud e nelle isole, sono ancora numerosissime coloro che usano antiche formule segrete, gesti e invocazioni come pratiche alternative di cura della malattia.









